La tabellina del trentatré

La tabellina del trentatré

Esperienze di medicina scolastica

G. Bert, M. Bobbio, M. P. Chianale, M. E. Coffano, G. Giustetto, D. Rollier Giampiccoli, P. Vineis, P. Vitolo / Feltrinelli, 1978
Come la medicina scolastica può evitare di medicalizzare bambini sani

É una caratteristica della medicina di oggi ricercare, assai più che il benessere, la normalizzazione dell’individuo: la malattia è concepita come diversità e la diversità come malattia. Medico e poliziotto lavorano spesso con lo scopo comune di ristabilire l’ordine costituito. Questo fa sì che il potere medico tenda ad estendersi dai malati ai sani, attraverso la diffusione di un modello di “prevenzione” falso e scorretto. Poiché il bambino costituisce un momento di indisciplina e di disturbo nei confronti della “norma”, e poiché è più vulnerabile e indifeso dell’adulto, è logico che nei suoi confronti si eserciti al meglio l’apparato repressivo della “scienza medica”.
La medicina scolastica ha spesso l’apparenza di un rullo compressore sanitario volto a emarginare i diversi di ogni tipo, fin che non accettino di “curarsi” allo scopo di rientrare nella normalità stabilita dal potere. L’effetto di questa struttura nei confronti della salute dei bambini è invece assi più discutibile, anche perché, dietro l’apparenza scientifica costituita da screening, da visite e da esami di ogni genere, stanno ben sovente improvvisazione, ignoranza, inefficienza. Comunque il bambino è sempre oggetto e non soggetto di intervento. In questo libro vengono analizzate alcune tra le più vistose anomalie del servizio di medicina scolastica come è comunemente inteso e vengono descritte parecchie esperienze attraverso le quali si tenta di opporsi alla medicalizzazione forzata dei sani e del presunti “devianti”. Si tratta di tentativi ancora individuali e sporadici, attraverso i quali si cerca di abbozzare un discorso alternativo. Poiché dall’altra parte sta il potere, nei suoi aspetti più ottusi e burocratici, riteniamo utile portare a conoscenza del maggior numero possibile di persone questi tentativi, perché solo dalla loro discussione e dalla pratica collettiva può nascere una linea di lotta che conduca alla riappropriazione della salute da parte dei bambini.