Quando un paziente terminale decide di non mangiare e non bere

Non è infrequente che un paziente, consapevole di essere alla fine della propria vita, decida di accelerare la morte, rifiutandosi di mangiare e di bere. Dal punto di vista teorico la sospensione volontaria dell’alimentazione non riguarda direttamente l’intervento di un medico, ma in pratica il medico deve prendere atto della decisione e assistere comunque il paziente. Il medico deve inoltre accertarsi che il paziente non sia depresso, che abbia piena consapevolezza delle eventuali alternative, che riceva la cure palliative opportune e che non abbia preso la decisone sollecitato da pressioni esterne. La morte dopo la volontaria sospensione dell’alimentazione e del bere avviene nell’arco di 10-14 giorni. Un medico che considera immorale il suicido deve seguire un paziente che ha deciso di lasciarsi morire? Il medico che non impedisce un suicidio è moralmente e legalmente perseguibile per mancata assistenza?

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