Statine dopo i 75 anni: si, no, a qualcuno.

“Negli adulti con più di 75 anni e un colesterolo LDL tra 70 e 190 mg/dL, può essere ragionevole iniziare una statina con una dose moderata” così recitano le linee guida dell’American College of Cardiology /American Heart Association del 2018. Come interpretare questa farse?  Un articolo di JAMA sviluppa con chiarezza questo concetto. Dal punto di vista del significato primario (denotativo) le espressioni  “può essere ragionevole  iniziare…” o “può essere ragionevole non iniziare…” sono equivalenti, ma dal punto di vista del significato psicologico (connotativo) la prima espressione viene interpretata secondo cui è meglio prescriverli a tutti (si pensa che ci sia più acqua in un bicchiere mezzo pieno che in uno mezzo vuoto). Questa interpretazione comporta l’esposizione di  18 milioni di adulti agli effetti indesiderati delle statine a fronte di un dubbio vantaggio. In una sola ricerca sono stati seguiti pazienti con più di 75 anni, ma con un valore medio di LDL 147 mg/dL (il doppio del livello minimo indicato dalle linee guida) e quindi nella stesura delle linee guida il giudizio degli esperti ha prevalso sulla valutazione rigorosa delle prove scientifiche disponibili. Negli anziani bisogna allora prescrivere le statine? Finora non ci sono prove che servano, per cui la decisione deve tener conto anche di concomitanti condizioni cliniche, delle preferenze e dei valori del paziente.

Tengo a disposizione i testi originali degli articoli che vengono citati. Per motivi di copyright non è possibile postarli. Se qualcuno fosse interessato a leggere l’articolo per intero, può richiedere il testo in formato elettronico per uso personale, usando l’indirizzo di posta in fondo al sito.