Belli (ma utili?) i programmi aziendali di benessere

Sempre più spesso le aziende offrono ai propri dipendenti programmi di benessere che comprendono una valutazione del rischio individuale, consigli sul cambiamento dello stile di vita e periodici check up con controlli di colesterolo e pressione arteriosa. Le intenzione sono buone: i dipendenti in buona salute faranno meno assenze. Ma questi investimenti servono?

Una recente ricerca è stata svolta in una grande azienda: ai dipendenti di 20 punti vendita è stato offerto un programma di 8 incontri sull’alimentazione, sull’attività fisica e sulla riduzione dello stress e ai dipendenti di altri 140 punti vendita no.  Dopo un anno e mezzo i dipendenti che avevano svolto il programma non avevano dimostrato cambiamenti del comportamento (sentirsi in forma, dormire meglio, aver assunto migliori abitudini dietetiche), dei parametri clinici (valore del colesterolo, della pressione arteriosa e del peso corporeo) e dei parametri economici (tassi di assenteismo e di performance sul lavoro). Non sempre le buone intenzioni sono anche utili.

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